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Primavera, ardere di nuovo

Ecco, non pensavo avrei più scritto, e invece a distanza di quasi 4 mesi (distanza non casuale), ho ritrovato un attimo di tempo e voglia per mettere giù le idee di questi ultimi mesi.

Il motivo principale dell’interruzione come descritto nel precedente post è che sono stato molto preso dalla preparazione dell’allenamento per l’adapt2 e per le lezioni dei corsi che seguo, che dovevano essere autovalutate e tracciate. Cosi’, anche la necessità di compilare il blog per avere una linea degli allenamenti personali e dei corsi, è venuta meno.

Inoltre , come per fortuna a volte accade, lungo il percorso si incontrano splendidi compagni/e di viaggio che mutano priorità, desideri e sogni. Incontri che non capitano spesso, anzi, molte poche volte e che non possono non assumere valore se si segue il proprio istinto. Che per fortuna, se da un lato distolgono da obiettivi prefissati, danno nuova energia, motivazione e supporto.

I mesi di dicembre, gennaio e febbraio sono cosi passati seguendo una preparazione fisica principalmente, ma anche tecnica su alcuni particolari. Contraddistinti da qualche piccolo acciacco, ma per fortuna nessun infortunio, e sopratutto da una influenza con bronchite che mi ha messo ko per 2/3 settimane.

Ho preso di riferimento i punti fisici che già avevo verificato come gli anelli più deboli e ho cercato di lavorarci, lasciando da parte quasi ogni altra attività. Sopratutto trazioni e muscle up , ma anche scatti, piegamenti sulle braccia, tenute isometriche (sedia) e per finire esercizi di “military press” al bilancere o kettlebell per avvicinarmi ai maledetti piegamenti in verticale completi.

Sulla tecnica ho lavorato molto sui running precision, monkey precision e doppi passi.

Nel frattempo comunque sono capitate altre cose: WinterWave a inizio dicembre a Padova; due o tre giri in montagna con la neve, ciaspole al seguito; la ricerca di nuovi spot, materiale e sedi per i corsi compresi quelli ad Omegna; 3 SNT impegnativi da proporre ed eseguire.

Infine l’esame è arrivato. Sulla sessione di esame è già stato scritto molto 1,2,3 , 4, parole che condivido praticamente al 100 %. Se devo aggiungere, a mente fredda qualche particolare mi viene da dire che la verà difficoltà e il vero successo sta nella resilienza dei partecipanti, del non mollare fino alla fine e che sopratutto dal considerare che ogni movimento e ogni esercizio deve essere padroneggiato assolutamente in media, e non a livello di massimale. Questo perchè , per come è disposto l’esame ha mostrato , come principale difficoltà, il mantenere la freschezza mentale e fisica anche in una situazione di estremo stress. Prove fisiche che, prese singolarmente non ho troppe difficoltà a completare in quasi qualsiasi momento, eseguite dopo 6/8 ore di sforzi sub massimali sono diventate, aime’, impossibili.

Credo che questo sia il mio dispiacere principale, ma ovviamente una preparazione su questa lunga distanza non era possibile, e nonostante forse avrei potuto inalzare ancora un po’ i massimali, la combinazione di stress fisico, esaurimento energetico, stanchezza mentale era totalmente impossibile da preparare. In compenso, sento di essermi difeso in tutto, dove le mie qualità fisiche prevalgono ovviamente con maggiore facilità, e sopratutto non ho mollato fino alla fine, ultimo secondo.

Tecnicamente, nonostante alcune prove non eseguite fossero sicuramente alla mia portata con qualche secondo in più e un po’ più di freschezza nelle gambe, e altre invece fossero fuori portata per essere eseguite con ragionevole sicurezza, ho percepito alcune cose in maniera davvero positiva, stringendo i denti dove potevo farlo e cercando la residua esplosività nei movimenti che la richiedevano.

Altro particolare: sono estramente felice che a 32 anni passati, quasi 8 di pratica, ho concluso i  giorni più devastanti possibili , sommati ai 4 mesi di preparazione, senza infortuni seri o cronici. shit happens, come dicono gli inglesi, ma davvero non potevo sperare o pragrammare meglio sotto questo punto di vista. Sicuramente rifletto che sono più conservativo di quanto potrei/dovrei per avere prestazioni, ma forse questo mi garantisce una pratica sana, e una vita senza medicine….essere e durare potrei dire, ma anche semplicemente essere in forma per fare una passeggiata con mia figlia.

Ora, al di là dei risultati che attendiamo (ad ore, nel momento in cui scrivo), non posso che essere felice. So che matematicamente, rispetto ai parametri che suppongo, sono fuori. La percentuale di errore era davvero minima, considerando l’intensità dei 3 giorni, sono previste in sostanza solo mancanze occasionali e non strutturali. Ma il percorso per arrivarci, le persone che mi hanno accompagnato e supportato e sopportato, l’esame in se come esperienza per valutarsi e per superare ogni limite, la condivisione dello spirito e della fatica con altre poche persone, fa di questi ultimi 4 mesi comunque un’esperienza definitiva che ricordero’ per sempre.

Ora, a 3 settimane dall’esame il corpo è ancora affaticato, sicuramente in leggero sovrallenamento. La mente invece è calma e pare avere aquisito un una visione un poco più ampia delle mie possibilità e una nuova sopportazione della fatica. Vorrei riporvare tutto quello che ho fallito, proprio perchè sono le sfide aperte che lasciano infiammare la passione di nuovo, ma devo attendere almeno che il corpo sia riparato e pronto.

Intanto ho ripreso un po’ di arrampicata e Jujitsu/mma, cercando di riaprire discorsi lasciati in sospeso e sopratutto per un po’ cercando di seguire solo quello che ho voglia davvero di fare, senza tabelle e punteggi. Prossimamente qualche info in più su corsi, workshop e outdoor futuri!

Ora cerco anche un po’ di meritato riposo, anche con le persone che vorranno condividere tutto questo con me.

 

 

 

 

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