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Corri Forrest , corri!

Lunedi , visto che avrei voluto recuperare un po’ avrei dovuto impostare l’allenamento per i ragazzi e cercare di spingerli un po’.

Spingerli li ho spinti, ma non sono riuscito a recuperare senza allenarmi altrettanto.

Dopo il solito riscaldamento con un poco di corsa, rotazioni e piegamenti la tabella di marcia è stata la seguente:

massima velocità, recupero completo.

3 x 100 metri (divisi sui 25 metri x 4, quindi 3 cambi di direzione rapidi)

2 x 200 metri (da qui in poi, è intorno al campo di basket)

1 x 400 metri ;  1 x 800 metri

A completare la sessione, tra i recuperi , la corsa, e le spiegazioni sono andati via quasi 50 minuti. E’ incredibile come, sopratutto se ben concentrati a dare sempre il 100%, una sessione del genere sia ben ardua.
E dire che la corsa nel parkour è tanto, tanto importante: non solo come mezzo di cardio-resistenza, soglia aerobica, condizionamento muscolare per forza, forza veloce e resistenza alla velocità. Ma proprio come gesto tecnico: chi verifica la sua postura, il suo appoggio, la sua falcata mentre corre? Perchè passare mesi e mesi a curare i salti e poi la corsa la si lascia all’istinto? Avere una buona rincorsa, precisa ed esplosiva è fondamentale in un tracciato.

Una nota, ho verificato come sia più incisiva una sessione del genere che passare 2 ore a saltare. Sopratutto i più giovani necessitano di elevare la loro resistenza organica di base, la reistenza all’acido lattico (che dovrebbe saltare fuori sugli 800, forse 400 metri, ma che sembrava verificarsi fin dai 100 per alcuni!), e sopratutto la grinta di non mollare fino alla fine, con la testa che spinge e le tempie che scoppiano. Anche questo è PARKOUR! CORRETE!

ps in alto nel menu, sotto articoli trovate un vecchio articolo da me scritto sulla dieta vegetariana per lo sport e un articolo sulla “resistenza” e parkour, sempre scritto da me.

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