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Allenamento 2-8/09/13

Altra settimana dedicata fondamentalmente all’organizzazione di allenamenti da tenere in manifestazioni varie, oltre che per i corsi che partiranno (sezione aggiornata a oggi: qui).  Intanto abbiamo ripreso gli outdoor ParkourWave per riprendere un po’ di forma. Ho anche pubblicato un secondo video più lungo riassunto di due-tre giorni di allenamento di fine agosto (vedi in fondo al post): ho cercato di riassumere in video quel che ho fatto, sperando di far vedere il parkour in un ottica un po’ più completa e reale, nulla di più di questo.

lunedi: gran giornata di sole, allenamento di flow a terra e tramite qualche semplice ostacolo: ricerca di qualche combinazione interessante e perfezionamento dei movimenti. Potenziamento con una pietra di marmo ormai “mia” al parco, con sollevamenti e lanci. Concludo con un po’ di kong/saut de chat sia con un ostacolo appena sbloccato (alto) sia perfezionado l’arrivo di altri ostacoli.

martedi: recupero, streeching, qi qong e meditazione (paroloni), comunque un bel recupero attivo e rilassamento.

mercoledi: sono ancora un po’ stanco, ma tengo l’allenamento outdoor parkourWave a gattico. Breve riscaldamnto aerobico (sondando la resistenza media dopo le vacanze), e poi subito un po’ di tecnica base (equilibrio, precision, monkey) per risvegliare subito un po’ di movimento.
Finiamo con un circuitino a cui partecipo anche io:  20 minuti  con esercizi a corpo libero e scatti in salita, massimo numero di ripetizioni delc ircuito possibili (20 addominali, 15 squat, 10 pieg braccia, 5 trazioni, scatto), con esucuzione diversa in base al livello. Ovviamente dando il 100% si finisce con un po’ di nausea! passeggiata defaticante e steeching per finire)

giovedi: Finito di lavorare un poco prima riesco ad esplorare la testa della valle di nibbio, (parco nazione Val Grande) alla ricerca del sentiero che la risale. Ovviamente trovo il sentiero sbagliato, quello vecchio e abbandonato, ma è comunque una bella avventura tra il letto del fiume e i suoi massi enormi, cascate,  foresta e camosci che scappano. Arrivo poco prima dell’enorme frana che ha bloccato la valle.
Tornando mi fermo a Mergozzo e lo atraverso avanti e indietro, (al buio, sono le 20.30 passate), rinfrescandomi dal caldo esagerato.

venerdi: Vorrei riposarmi ma la giornata passa tra impegni vari e alla fine mi ritrovo con un po’ di  studio di qualche esercizio con kettlebell e corpo libero….tutta quest’estate settembrina mi vitalizza in maniera un po’ nevrotica! 😉

sabato: L’allenamento ufficiale è alle 15 e 30 , presso Corssifit Lago Maggiore – Unconventional Training , che sarà una delle sedi degli allenamenti parkourWave 2013-14 Piemonte (vedi sezione corsi), e dalle 17 all 19 sui corsi a Borgomanero, con parkour e Junglewave per presentari i corsi presso la Pesistica ASD di Borgomanero. In realtà parto a montare e viaggiare alle 10 di mattino e finisco alle 21 di scaricare il furgone….fa tutto parte dello stesso Percorso!  Grazie a tutti i ragazzi e ragazze che c’erano, chi ha organizzato e partecipato, chi ha aiutato a caricare e a scaricare, chi ha messo il camion, chi si è allenato e divertito, chi si è aperto i calli sulle sbarre e chi ha sudato assieme e chi mette a disposizione spazi e situazione per far conoscere tutto questo!

Da parte mia note positive su tutto, una bella esperienza la prima sia per i ragazzi davvero ricettivi sia per i commenti alla lezione e al sottoscritto; una bella esperienza la seconda per i compagni presenti e i tanti ragazzi non italiani (ma anche italiani) che si sono lasciati coinvolgere e hanno saputo mettersi in gioco, anche se in maniera scherzosa. Se anche solo uno ha visto diversamente un peso o il Movimento,  è stato un successo.

A voi e a chi mi ha insegnato quanto mi piacerebbe dedicare questo video…scusate per la musica!  😉

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Allenamento 22/19-07/08-13 – le Vacanze!

Vacanze finite, e riesco finalmente a fare un bel riassuntone di 1 mese passato dal delirio precedente alle ferie fino al delirio conclusivo delle ferie, con in mezzo un po’ di sano riposo 🙂

Questo è un blog di allenamenti ed avventure, ma a volte mi spiace davvero limitarmi a questo: la vita è molto altro, l’adrenalina e  le emozioni provengono da molte altre fonti e le relazioni umane sono tra le prime. Mi piace star da solo e ricercare dalle mie esperienze le energie ma dal confronto e dalla relazione nasce un completamento altrettanto importante: sia esso un dialogo, un allenamento, un sorriso, un libro scambiato o una partita giocata insieme, una sana bevuta o degli occhi che non pensavi più di rivedere.

L’allenamento di questo mese è stato ovviamente molto blando nel volume, e molto generale: la sostanza è che  per un mesetto ho deciso di allenarmi solo quando ne avevo voglia e solo facendo cose che mi andava di fare in quel momento, scaricando un po’ corpo e mente dalla fatica accumulata.

Mercoledi 24 luglio abbiamo concluso la serie di allenamenti di JUNGLEWAVE a Borgomanero con una sessione tutta dedicata allo spostamento e al parkour. Kong precision,  Precision,  salti di braccia e qualche percorsino, la cosa più divertente è stato il circuito di 20 minuti finale composto da 1 running precision + 2 standing precision (uno verso l’alto e l’altro verso il basso) seguiti da 20 squat a corpo libero: abbiamo completato circa 8/9 giri, per alcuni giorni i quadricipiti hanno urlato vendetta.

Il metodo JUNGLEWAVE è stato cosi messo sul campo con una forma ancora non definitiva ma sicuramente interessante, le cose più apprezzate sono state sicuramente la lotta, le cadute, le tecniche di soccorso e trasporto dei compagni, oltre al parkour, e sicuramente l’idea di usare le capacità acquisite per esplorare nuovi posti.

27 luglio , canoa: affittata sul lago, con un’ora di remata ho raggiunto un sacco di posti nascosti tra i canneti dove trovano riparo molti animali, sopratutto uccelli e acquatici.

-28 luglio, con paio di ragazzi di Varese, siamo andati a Como per un allenamento di parkour ospitato da qualche local. A dire il vero gli unici local che intergiscono sembrano essere gli homless del parco che cercano l’ombra, ma almeno loro sono simpatici. I movimenti di agilità tra gli alberi mi spiazzano un bel po’, a parte le scarpe completamente lisce, mi sento proprio goffo. Gli alberi sono davvero infimi e ci vuole un bel po’ per trovare la giusta sicurezza. Poi ci piazziamo su un bel running – salto di braccia, nessuno lo chiude ma lo studio della rincorsa è davvero fenomenale. E infine ci inventiamo un bel circuitino dove ogni persona a testa aggiunge un movimento per volta da ripetere. Anche se le gambe erano ancora legnose da mercoledi, alla fine, un allenamento ottimo per prepararmi a quel che succederà tra qualche giorno…

30-31- luglio: Salita alla punta Gnifetti, Capanna Margherita, Monte Rosa, 4554 metri. Un progetto che avevo da qualche anno ma che per vari motivi, a partire dal fatto di non essere preparato per farlo, avevo rimandato. Quast’anno dopo il corso di aplinismo avevo un po’ di conoscenze e il materiale e cosi con Dario, ci siamo decisi, si va! Anche perchè la finestra di bel tempo è sicura, e le condizioni della montagna e della neve sembrano ottime. Un giorno di studio dell’itinerario e della logistica, della scelta del materiale e di lettura delle recensioni degli amici del CAI di Arona e di altri per avere quante più informazioni possibili.

Saliamo il 30, funivia da Alagna fino a punta Indren, quasi 3000 metri, poi saliamo su un bel sentiero fino al rifugio Mantova. misto neve e roccette. Da qui proviamo già a legarci, e salire fino al rifugio Gnifetti e poco oltre, per vedere lo stato della neve e dei crepacci. Qui Dario registra un po’ di fatica e fastidio dell’altezza (siamo a  3600-3700 metri), cosi vista anche l’ora decidiamo di rientrare. Ceniamo, e mi sembra girare tutto molto bene, nessun fastidio, mangio senza problemi e abbastanza. Nel momento di andare a dormire mi sale invece un gran mal di testa, che praticamente non mi permette di dormire: forse 1 o 2 ore sparse qua e la. In ogni caso alla mattina verso le 4 è sveglia, e verso le 5 siamo già partiti: molte cordate sulla traccia, non tutte dirette alla Capanna. Inutile dire che dopo i 4000 metri faccio una fatica maledetta, al ritmo minimo devo comunque fermarmi ogni poco a riprendere fiato, comunque alla fine ci mettiamo poco meno di 5 ore con una bellissima rampetta finale un po’ esposta. L’alba sul ghiacciaio , il freddo allen mani,  le sculture impP1000074onenti ed enormi della neve tutte intorno, arrivare in cima a quello che è il tuo mondo. Un sospiro, qualche foto di vetta e poi giù: la discesa facendo la giusta attenzione ai ponti di neve più delicati è comunque più veloce, compresa una piccola deviazione al Cristo delle Vette. Una salita che pur essendo tecnicamente facile (a parte i crepacci e la rampa finale, non ci sono difficoltà alpinistiche), richiede sicuramente un buon allenamento e sopratutto una bella determinazione a non mollare (che è sicuramente quella che mi ha portato fin su)P1000095

Arrivo discretamente sfinito, anche perchè non riesco a mangiare quasi nulla, cosi scendiamo ad Alagna nel pomeriggio e recupero subito l’appetito. Ci mettero’ qualche giorno a realizzare, ma sono davvero felice!

Da qual giorno ho avuto bisogno di qualche giorno per recuperare le energie generali…e tanto più voglia di far fatica. In più non so quale sbalzo climatico (se quello del ghiacciaio o quello diqualche aria condizianata), mi fa venire anche un po’ di raffreddore…ma meglio cosi, ne approfitto durante le vacanze in toscana per riprendermi un po’.

Qui un paio di giorni li dedico a 2 allenamenti:

-1 al verticalismo, corpo libero e flow a terra, potendo contare sulla sabbia soffice per i vari tentativi…e alla fine qualche combinazione interessante ne viene fuori!  oltre che a un ottimo condizionamente generale, alla ricerca di esercizi differenti dal solito, con ‘utilizzo di un bastone.

2- tra le dune e i tanti tronchi morti , “gioco” con un po’ di sollevamenti, trasporto e lancio. Cercare l’equilibrio e non avere prese regolare fanno l’enorme differenza, ed è difficilissimo ottenere movimenti puliti. In ogni caso soddisfazione anche qui, sicuramente non mi sentivo totalmente sprovveduto e l’ambiente era grandioso.

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10 agosto: Tornato a casa sento ancora un po’ di fastidio del raffreddore e so che in questi casi devo dargli una bella botta: decido che è il momento , il giorno stesso della partenza per la Basilicata, destinazione Policoro per i BB-games  , di farmi un bel giro in mountain bike al parco dei Lagoni, vecchio stile. E come sempre, una figata, 2ore di sentieri senza incontrare quasi nessuno.

A Policoro la vita è frenetica ed è difficile ritagliarsi momenti: molto meglio cosi! 🙂 Tutto quello successo duranti i giochi, e tutte le persone incontate meriterebbero pagine e pagine a se: no lo faro’ qui, ma è stato davvero eccezionale. Compreso salire sul “grattecielo”più alto della città.

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Riesco a fare una corsa, dal mare alla città, credo circa 5 km in un po’ più di 30 minuti: date le condizioni alimentari e di (non)riposo, oltre che lo zaino sulle spalle, mi sembrano perfette: ci ho messo meno dell’autubus 🙂

Infine riesco anche in un altro piccolo allenamento: faccio 100 piegamenti sulle braccia (le prima 50 in poco più di un minuto, le altre in circa 6 minuti), senza mai lasciare la posizione e poi, in un bello spot della chiesa del paese, un po’ di salti, di cui un bel running precision con un discreto gap in altezza. Streeching in abbondanza e chiusa la settimana di allenamento.

Il prossimo appuntamento importante è questo, dove ci sarà un piccolo allenamento/laboratorio libero e gratuito per tutti di parkour, a partire dalle 15,30 , in attesa di scoprire i NUOVI CORSI 2013/2014

http://www.agognastreetfest.it/

Allenamento 15-21/07/2013

Riesco a trovare 5 minuti per buttare giu’ due righe…sempre detto che organizzare le vacanze è più faticoso che stare al lavoro! no, ovviamente scherzo, ma quest’anno è stato un po’ un delirio e l’allenamento di conseguenza, passa in leggero secondo piano. Pero’ ho vinto un posto a questo gioco, spero di far fruttare un po’ di parkour :  http://www.basilicatabordergames.com/

E poi la salita la monte Rosa, e poi recuperare un auto, e poi far quadrare gli impegni di tutti con tutto…

 

lunedi: Corso outdoor parkour, parco giochi di dormelletto, dopo un bel riscaldamento troviamo 3 circuiti da fare 10 volte, 5 per lato. poi potenziamento con gli anelli, dove mi porto a casa una muscle up sporca ma buona!

martedi: Corso outdoor parkour, Spot di Mergozzo, come ieri siamo in 3 e cosi è facile allenarsi mentre si allena: oggi dopo un po’ di riscaldamento con qualche gioco di equilibrio, si passa a passaggi un po’ più difficili da fare 3 volte. Io non riesco a fare il running precision che pensavo di fare, ma in contempo salto senza troppi problemi un bel salto di braccia. Si finisce con un bel traverso della morte, con climb up come metodo di riposo.

mercoledi: Corso Jungle wave, incentriamo la lezione sui lanci di precisione, difesa personale qualche gioco di sollevamento e spostamento dei compagni. Un po’ di cardio finale e poi streeching.

domenica: con un intensità bassissima, ma mi faccio una bella pedalata, nuotata e un po’ di verticalismo in spiaggia. Ottimo per lo spirito e l’abbronzatura 🙂

 

Allenamento 8-14/07/13

Non ho molto da dire su questa settimana, se non che mi sento un bel po’ stanco e non riesco pero’ a recuperare quanto vorrei (ma a parte non riuscire a star fermo, forse è anche il periodo in cui arriva tutto il carico dell’anno…)

lunedi: guido un piccolo outdoor con 2 partecipanti,  con livello molto differente. Dunque il lavoro è molto diverso sia per intensità sia per livello tecnico. In ogni caso dopo un po’ di riscaldamento con un corsa e un po’ di quadrupedia, passiamo a dei semplici movimenti di arrampicata e foot placement. Poi ad un po’ di esercizi per migliorare l’arrivo dei precision e i passi su una serie di stride; per poi applicare il tutto in una condizione di altezza per l’avanzato e invece lavorarare su una serie di movimenti di fluidità con panchina per il principiante.

mercoledi: Tengo il corso di jungleWave a Borgomanero. Cuore della lezione sollevare un peso da terra partendo da sdraiati e quindi utilizzare il movimento per il recupero e spostamento di un umano in caso di soccorso; lanci in distanza e di precisione, anche in movimento; esercizi alla sbarra di condizionamento, obbiettivo semplificare l’arrampicata in contesti naturali. 30 burpees per finire e defaticamento.

venerdi : volevo fare solo un po’ di defaticamento, ma lavoro invece abbastanza sodo su dei movimenti di equilibrio e fluidità sulla sbarra, e poi nuoto per circa 500 metri a buon ritmo, streeching in abbondanza a finire.

sabato : idem come sopra, volevo riposare, ma si apre una bella possibilità e cosi: fluidità su sbarre con equilibrio (a completare il lavoro del giorno precedente), arrampicata su albero ormai battezzato allo scopo (con boulder da seduti davvero non banali),  qualche tentativo di kong alto (mio futuro breaking jump) e streeching.

domenica : sono in canton ticino , Svizzera, Val Maggia, arrampicata a Cevio: una mazzatta, la media dei tiri è sopra il settimo grado e io mi accontento di vedere e imparare come si “lavora” un grado da primi. Io mi piazzo sull’unico 6a (duro, molto fisico, ma molto bello e vario) da secondo e me lo faccio 3 volte, completandolo ma appendendomi alla corda un po’ di volte…. Vabbe’, la prossima voltà che mi faccio 3 ore di auto quasi, magari mi informo meglio sui gradi della falesia 😉

 

Allenamento 1-7/07/13

Luglio e agosto sono sempre i più difficili da programmare come allenamenti e corsi, le persone vanno e vengono e gli impegni cambiano. Le condizioni meteo fanno variare velocemente i tipi di allenamento esterni; in realtà è che sono quasi sempre di passaggio prima del reinizio della prossima stagione.

martedi: faccio un lavoro leggero di kettlebell e mobilità generale, alternando con un piccolo circuito di piegamenti e trazioni alla sbarra. Lavoro quasi obbligato perchè ho i piedi ancora abbastanza dolenti per l’allenamento nel weekend trascorso.

mercoledi: Tengo il corso JungleWave, cuore della lezione sono elementi di sollevamento di un oggetto/peso e di lotta e difesa in ambiente reale. Proviamo anche qualche discesa e salita al letto del fiume, la sleakline e stretching.

giovedi nonostante i piedi ancora mi diano fastidio, visto un viaggio verso Turbigo, decido di provare un allenamento di parkour sfruttando un po’ i posti incontrati e non posso che esserne felice! super training alla fortezza di Turbigo, alle poste di Nosate (boh, sembrava Londra, peccato che non sono riuscito a sfruttare bene il tutto) ed Oleggio, 3 muri 3, ma praticamente un allenamento perfetto: wall run e salti di braccia, volteggi e demi tour tutto alla ricerca di fluidità, velocità ed efficienza.

venerdi: torno al corpo libero, un po’ di verticali e movimenti “yoga”, streeching, e circa 30 minuti di nuoto nel lago, davvero splendido anche per rinfrescarsi dalla calura.

sabato: Visto che è quasi il mio compleanno, volevo regalarmi una piccola cima escursionistica, tornando nei posti da cui un po’ tutta la montagna è partita, Val Grande, Cima Sasso. In previsione volevo provare la corona di ghina e discesa Pogallo, ma poi ero in compagnia e cosi l’escursione si è semplificata: in ogni caso sempre bello, faticoso, solitario e impervio (4 ore la salita, 5 ore la discesa passando da Pogallo, 1500 metri circa di dislivello totale). Nessuna particolare difficoltà, ma un tratto del parco che mi mancava e che sono felice di aver raggiunto. Bagnetto nel fiume sul ritorno, e poi meritato riposo.

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Allenamento 24-30/06/13

E’ stata una settimana intensissima, ho passato praticamente il doppio del tempo sveglio o dormendo in viaggio e, scrivendone ora, mi accorgo che per questo sembrano essersi dilatati tutti i tempi e sfumati i pur recenti ricordi.

Siccome alcune esperienze non c’entrano nulla con un diario di allenamento come questo non le citero’, ma dico solo che ogni tanto dobbiamo anche provare sperienze diverse, dove la nostra voglia di metterci in gioco è poi la stessa che dovremmo essere in grado di affrontare tramite il nostro allenamento; altrimenti diventiamo altretanto chiusi e miopi quanto le persone che a volte riteniamo tali verso il movimento, lo sport e l’esplorazione.

Lunedi ho tenuto l’ultimo outdoor di giugno, location Feriolo di Baveno. Un riscaldamento un pochino più intenso del solito (causa stanchezza, meglio svegliarsi bene); poi alcuni semplici percorsini e qualche risalita da appesi.

Poi passiamo a 4 movimenti un po’ più tosti , da completare cercando di renderli sicuri. Non tutti riescono in tutto e sopratutto, non tutti sentono i movimenti acquisiti al 100% alla fine. Poi facciamo un po’ di fluidità intorno a delle ringhiere e infine 15 climb up di seguito, unica posizione di riposo a braccia tese sopra il muretto. Streeching in abbondanza, sono contento pur essendo stanco e sentendomi un po’ rigido, riesco bene in un po’ tutto senza troppi problemi.

Si passa direttamente a Sabato e Domenica, pronti per lo SpiralStone: un evento di parkour, bouldering e junglewave a Valbondione, alta val Seriana, Bergamo, organizzato da noi di Parkourwave in collaborazione con altre realtà locali.

La mia parte si svolgerà sopratutto nel coaching dei 2 giorni, quindi per tutto il resto, dalla preparazione delle stazioni di allenamento all’organizzazione i ringraziamenti vanno a tutti gli amici e soci che si sono messi i giorni (e mesi) prima per realizzare questo evento.

Sarà dura riassumere 2 giorni cosi in qualche riga, quindi rimarro’ sul lato prettamente di allenamento personale: in particolare il primo giorno ho seguito i gruppi nella pietraia, cercando di proporre maniere diverse per spostarsi da un punto all’altro; in tutti ho fatto 6 salite e 6 discese. Poi pratica libera, ho giocato un po’ sui massi nel fiume, prima qualche circuitino un po’ più di fluidità, e poi mi sono mosso su un paio di salti un po’ più tosti: completati per 3 volte.

Il secondo giorno ho tenuto un breve ma intenso riscaldamento, e poi ancora una volta in pietraia. Oggi pero’ i movimenti sono sicuramente più scadenti e anche perchè il gruppo è notevolmente più lento, faccio solo una risalita e una discesa. Infine completo la stazione con un po’ di arrampicate su placca: spiegare a un praticante di parkour che a volte calma, pazienza ed equilibrio sono necessarie non sempre è facile, ma credo sia stato apprezzato da chi invece aveva bisogno di un po’ di “pace”. Infine tengo il laboratorio di lotta: parte un po’ timido, ma poi la gente arriva e pare divertirsi. Poche cose molto giocose, utilizzabili anche come preparazione fisica per il parkour.

Unico neo per me, avrei fatto e rifatto più boulder e io che ho bisogno di un po’ di tempo per adattarmi e abituarmi, sono riuscito a mettere le scarpette solo 1 volta 10 minuti…peccato! ma sarà per la prossima!

Ecco un piccolo video che mostra i luoghi…allenare le radici del movimento .

Allenamento 10-16/06/13

Ed ecco , finito il corso di alpinismo avanzato A3. E’ stato davvero portare ai miei limiti (forse anche un po’ oltre) le energie e il livello tecnico di come posso affrontare la montagna. Questa settimana infatti praticamente l’ho passata a recuperare dal sabato scorso e a prepararmi per il weekend finale, destinazione rifugio Torino , Monte Bianco, 3350 metri.

Mi accorgo che per circa un mesetto ho abbandonato buona parte della progressione fisica e tecnica (del parkour), e soprattutto di movimenti impegnativi psicologicamente, perchè le energie sopratutto di sfida era impiegate su questo fronte. E va bene cosi, un altro piccolo passo avanti.

Mercoledi ho tenuto la seconda lezione di Junglewave, sicuramente un po’ stanco ma ho preparato una lezione più improntata sulla mobilità e agilità: diversi movimenti in accosciata, con movimenti vari di spostamento e recupero, poi cadute, avanti e indietro, unite al recupero di oggetti per i più avanzati. Quindi movimenti di swing e girate con i sandabag e poi un super workout finale: 51 passi di quadrupedia, 11 salti su rialzo e 11 solelvamenti per 10 minuti.

Nel frattempo tra lunedi e giovedi ho smontato la struttura del circo, che cambierà sede. qualche centinaio di kg di tubi e cassoni da spostare a circa 100 metri…diciamo che è stato un buon allenamento sul trasporto di oggetti 🙂 (e grazie a Mattia, per l’indispensabile aiuto). In attesa di rifarlo tra qualche mese, per ripartire con gli allenamenti indoor.

Sabato e Domenica come scritto sopra ho l’ultima uscita con il Cai di Arona, sul gruppo del Bianco. La funivia fa circa 2000 metri in 20 minuti, e l’arrivo cosi veloce a 3300 metri non mi lascia indifferente. La prima cosa che noto è la fatica a fare scale o sollevare bagagli…inoltre ho anche riposato poco, dall’1 alle 4 fanno 3 ore. in più per me è la prima volta cosi in alto.

Pensavo la prima giornata fosse solo di acclimatamento e invece ci tuffiamo subito su una prima scalata all’Auiguille de toule, versante ovest, classificata AD-.  La salita , dopo un breve avvicinamento su ghiacciaio, si rivela non difficilissima e nemmeno lunghissima, circa 150 metri di dislivello, ma quello che si fa sentire sono le condizioni ambientali per me del tutto inedite.

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Inoltre la discesa, come ho capito spesso accade, si rivela più difficile che la salita, sempre effettuata in conserva e su pendio abbastanza ripido tra neve molle e qualche roccetta lungo la cresta opposta. Finiamo con qualche manovra di prova di recupero da caduta in crepacio di ghiacciaio..

Al ritorno al rifugio scopro di avere un bel mal di testa e di essere già un po’ stanco…anche mangiare non è scontato, e cosi anche la notte passa difficile: la cosa che più risulta incredibile e sentire il proprio cuore battere cosi forte da essere infastiditi dal rumore. Sinceramente ho avuto qualche dubbio di poter affrontare la salita il giorno dopo, cioè alle 2 del mattino, dato il calore della camerata ho pensato anche di avere la febbre (ma anche questo, scopro, è stata un’esperienza comune a tanti altri).

Al risveglio mi accorgo pero’ di non essere il messo peggio dopo la notatta…mi faccio forza e riesco a mangiare qualcosa a colazione. Mi accorgo che più che fisicamente, è la deliberata volontà di rimettersi in gioco con il rischio e la fatica che sembra mancare un po’. Pensi alle comodità, e quel che ti manca o che desideri finita questa esperienza. Pensi che è la tua prima volta e che forse non devi esagerare.

Poi in realtà verso le 3 ci mettiamo in cammino e tutto fila liscio, le gambe camminano tranquille, il fiato e il battito è regolare, lo stomaco digerisce la colazione piano piano. Direzione Couloir Gervasutti, via di neve e ghiaccio per la Tour Ronde, cima di 3800 metri del Bianco. La salita è di circa 300 metri in canale tra i 45° e 50° , e poi altri 100 metri di dislivello in arrampicata su misto di neve e roccette e cresta, il tutto classificato AD.

La parte più complicata si rivela la crepacia terminale, praticamente un solco nel ghiaccio prima di iniziare la salita…molto aperto e che richiede una certa atleticità per superarlo, almeno al primo che porta oltre la corda.

La salita risulta si faticosa, ma non troppo difficile, su neve buona e bene scalinata e con una bellissima uscita….dopo aver individuato l’itinerario per la salita in vetta finale, la si raggiunge con un ultimo sforzo e dalla quale, anche grazie alla meravigliosa giornata che il meteo ci ha regalato, godiamo della vista di tutto il gruppo del Bianco, e di tutte le alpi.

L’intera escursione è durata circa 10 ore…e anche da questo si capisce come le tempistiche, con banali contrattempi o difficoltà, possono espandersi notevolmente.

Grazie a chi mi ha insegnato il poco che so e chi mi ha aiutato anche solo incitandomi, e alla soddifazione di esserci arrivato. Ora si tratta di mettere in pratica le nozioni apprese e di allenarsi su quel terreno. A presto!

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