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Allenamento 24-30/06/13

E’ stata una settimana intensissima, ho passato praticamente il doppio del tempo sveglio o dormendo in viaggio e, scrivendone ora, mi accorgo che per questo sembrano essersi dilatati tutti i tempi e sfumati i pur recenti ricordi.

Siccome alcune esperienze non c’entrano nulla con un diario di allenamento come questo non le citero’, ma dico solo che ogni tanto dobbiamo anche provare sperienze diverse, dove la nostra voglia di metterci in gioco è poi la stessa che dovremmo essere in grado di affrontare tramite il nostro allenamento; altrimenti diventiamo altretanto chiusi e miopi quanto le persone che a volte riteniamo tali verso il movimento, lo sport e l’esplorazione.

Lunedi ho tenuto l’ultimo outdoor di giugno, location Feriolo di Baveno. Un riscaldamento un pochino più intenso del solito (causa stanchezza, meglio svegliarsi bene); poi alcuni semplici percorsini e qualche risalita da appesi.

Poi passiamo a 4 movimenti un po’ più tosti , da completare cercando di renderli sicuri. Non tutti riescono in tutto e sopratutto, non tutti sentono i movimenti acquisiti al 100% alla fine. Poi facciamo un po’ di fluidità intorno a delle ringhiere e infine 15 climb up di seguito, unica posizione di riposo a braccia tese sopra il muretto. Streeching in abbondanza, sono contento pur essendo stanco e sentendomi un po’ rigido, riesco bene in un po’ tutto senza troppi problemi.

Si passa direttamente a Sabato e Domenica, pronti per lo SpiralStone: un evento di parkour, bouldering e junglewave a Valbondione, alta val Seriana, Bergamo, organizzato da noi di Parkourwave in collaborazione con altre realtà locali.

La mia parte si svolgerà sopratutto nel coaching dei 2 giorni, quindi per tutto il resto, dalla preparazione delle stazioni di allenamento all’organizzazione i ringraziamenti vanno a tutti gli amici e soci che si sono messi i giorni (e mesi) prima per realizzare questo evento.

Sarà dura riassumere 2 giorni cosi in qualche riga, quindi rimarro’ sul lato prettamente di allenamento personale: in particolare il primo giorno ho seguito i gruppi nella pietraia, cercando di proporre maniere diverse per spostarsi da un punto all’altro; in tutti ho fatto 6 salite e 6 discese. Poi pratica libera, ho giocato un po’ sui massi nel fiume, prima qualche circuitino un po’ più di fluidità, e poi mi sono mosso su un paio di salti un po’ più tosti: completati per 3 volte.

Il secondo giorno ho tenuto un breve ma intenso riscaldamento, e poi ancora una volta in pietraia. Oggi pero’ i movimenti sono sicuramente più scadenti e anche perchè il gruppo è notevolmente più lento, faccio solo una risalita e una discesa. Infine completo la stazione con un po’ di arrampicate su placca: spiegare a un praticante di parkour che a volte calma, pazienza ed equilibrio sono necessarie non sempre è facile, ma credo sia stato apprezzato da chi invece aveva bisogno di un po’ di “pace”. Infine tengo il laboratorio di lotta: parte un po’ timido, ma poi la gente arriva e pare divertirsi. Poche cose molto giocose, utilizzabili anche come preparazione fisica per il parkour.

Unico neo per me, avrei fatto e rifatto più boulder e io che ho bisogno di un po’ di tempo per adattarmi e abituarmi, sono riuscito a mettere le scarpette solo 1 volta 10 minuti…peccato! ma sarà per la prossima!

Ecco un piccolo video che mostra i luoghi…allenare le radici del movimento .

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