Archivio per giugno 2013

Allenamento 17-24/06/13

Settimana di rientro alla normalità, si avvicina lo Spiral Stone ed è arrivato il gran caldo: tempo di allenamenti in esterna. Sono ancora un po’ provato dalla stanchezza nelle gambe del weekend scorso, ma dopo una bella giornata di recupero va nettamente meglio. Visto che ho recuperato qualche foto, ecco un attimo rubato dalla progressione nella via Gervasutti, salendo alla Tour Ronde, settore del Monte Bianco e la foto di vetta. Già a raccontarlo dopo una settimana, fa un certo effetto.

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Martedi ho fatto il primo bagno al lago! Visto il gran caldo ne ho approfittatto per fare un piccolo allenamento , quasi recupero attivo: una bella nuotata al fresco del lago, una piccola corsetta barefoot e qualche esercizio di verticale (ho tenuto una tucked planche per qualche secondo…meraviglia! e sopratutto non so da dove sia venuta…forse è uscito il lavoro fatto in precedenza!)

Mercoledi ho tenuto il corso jungleWave a Borgomanero: giornata dedicata agli spostamenti primari: quadrupedia, salti e arrampicata. Cerco di distinguere in due gruppi, perchè in questi pattern è evidente il vantaggio di chi pratica parkour da tempo. In ogni caso, cerchiamo di lavorare sulla pulizia dei movimenti fino ad arrivare a compiere dei gesti più complicati.

Venerdi allenamento parkour outdoor ParkourWave, destinazione Belgirate. Famosa nel mio gruppo per una scala infinita, che affrontata in qualunque maniera risulta una bella sfida! In più molti passaggini carini, molti a picco sul lago il che rende i movimenti simpaticamente ad alta attenzione (non è il vuoto, ma non è neanche a livello terra). La cosa che più mi interessa sarà lavorare un su un monkey precision level to level che proprio mi manca ma che posso allenare per bene in questo spot. In ogni caso erano quasi 20 giorni che non facevo un allenamento di parkour specifico, e invece non mi posso dispiacere delle sensazioni ricevute.
Il video di un passaggio, girato senza volere al superrallenty, molto interessante per notare ogni errore o particolare come auto analisi:

Sabato nel pomeriggio con molta, molta calma sono andato a vedere e provare la nuova falesietta di Anzola d’Ossola, con Dario che tira i primi tiri (devo dire anche abbastanza divertenti e vari), e poi provo qualcosa io da primo (un 5b con tiro di rinvio, vabbe’ ero in modalità sciallo). A parte dove la roccia è ancora un po’ instabile, le paretine pulite possono offrire un po’ di divertimento senza nessun sbattimento.

Domenica è ancora outdoor JungleWave, partenza la mattina per fiume segreto, che risaliamo e riscendiamo per un po’ più di 2 ore: salti, quadrupedia, equilibrio, qualche arrampicata in traverso e qualche tuffo nelle pozze di acqua bella fresca.

Arrivano le nuvole, minacciose, e noi siamo già sul sentiero che ci porta al bosco e agli enormi blocchi di granito. Il tempo di provare qualche arrampicata e un po’ di fuori sentiero e siamo già di ritorno.

Nulla di estremamente fisico, ma spero esplorazione di posti meravigliosi divertendosi.

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Allenamento 10-16/06/13

Ed ecco , finito il corso di alpinismo avanzato A3. E’ stato davvero portare ai miei limiti (forse anche un po’ oltre) le energie e il livello tecnico di come posso affrontare la montagna. Questa settimana infatti praticamente l’ho passata a recuperare dal sabato scorso e a prepararmi per il weekend finale, destinazione rifugio Torino , Monte Bianco, 3350 metri.

Mi accorgo che per circa un mesetto ho abbandonato buona parte della progressione fisica e tecnica (del parkour), e soprattutto di movimenti impegnativi psicologicamente, perchè le energie sopratutto di sfida era impiegate su questo fronte. E va bene cosi, un altro piccolo passo avanti.

Mercoledi ho tenuto la seconda lezione di Junglewave, sicuramente un po’ stanco ma ho preparato una lezione più improntata sulla mobilità e agilità: diversi movimenti in accosciata, con movimenti vari di spostamento e recupero, poi cadute, avanti e indietro, unite al recupero di oggetti per i più avanzati. Quindi movimenti di swing e girate con i sandabag e poi un super workout finale: 51 passi di quadrupedia, 11 salti su rialzo e 11 solelvamenti per 10 minuti.

Nel frattempo tra lunedi e giovedi ho smontato la struttura del circo, che cambierà sede. qualche centinaio di kg di tubi e cassoni da spostare a circa 100 metri…diciamo che è stato un buon allenamento sul trasporto di oggetti 🙂 (e grazie a Mattia, per l’indispensabile aiuto). In attesa di rifarlo tra qualche mese, per ripartire con gli allenamenti indoor.

Sabato e Domenica come scritto sopra ho l’ultima uscita con il Cai di Arona, sul gruppo del Bianco. La funivia fa circa 2000 metri in 20 minuti, e l’arrivo cosi veloce a 3300 metri non mi lascia indifferente. La prima cosa che noto è la fatica a fare scale o sollevare bagagli…inoltre ho anche riposato poco, dall’1 alle 4 fanno 3 ore. in più per me è la prima volta cosi in alto.

Pensavo la prima giornata fosse solo di acclimatamento e invece ci tuffiamo subito su una prima scalata all’Auiguille de toule, versante ovest, classificata AD-.  La salita , dopo un breve avvicinamento su ghiacciaio, si rivela non difficilissima e nemmeno lunghissima, circa 150 metri di dislivello, ma quello che si fa sentire sono le condizioni ambientali per me del tutto inedite.

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Inoltre la discesa, come ho capito spesso accade, si rivela più difficile che la salita, sempre effettuata in conserva e su pendio abbastanza ripido tra neve molle e qualche roccetta lungo la cresta opposta. Finiamo con qualche manovra di prova di recupero da caduta in crepacio di ghiacciaio..

Al ritorno al rifugio scopro di avere un bel mal di testa e di essere già un po’ stanco…anche mangiare non è scontato, e cosi anche la notte passa difficile: la cosa che più risulta incredibile e sentire il proprio cuore battere cosi forte da essere infastiditi dal rumore. Sinceramente ho avuto qualche dubbio di poter affrontare la salita il giorno dopo, cioè alle 2 del mattino, dato il calore della camerata ho pensato anche di avere la febbre (ma anche questo, scopro, è stata un’esperienza comune a tanti altri).

Al risveglio mi accorgo pero’ di non essere il messo peggio dopo la notatta…mi faccio forza e riesco a mangiare qualcosa a colazione. Mi accorgo che più che fisicamente, è la deliberata volontà di rimettersi in gioco con il rischio e la fatica che sembra mancare un po’. Pensi alle comodità, e quel che ti manca o che desideri finita questa esperienza. Pensi che è la tua prima volta e che forse non devi esagerare.

Poi in realtà verso le 3 ci mettiamo in cammino e tutto fila liscio, le gambe camminano tranquille, il fiato e il battito è regolare, lo stomaco digerisce la colazione piano piano. Direzione Couloir Gervasutti, via di neve e ghiaccio per la Tour Ronde, cima di 3800 metri del Bianco. La salita è di circa 300 metri in canale tra i 45° e 50° , e poi altri 100 metri di dislivello in arrampicata su misto di neve e roccette e cresta, il tutto classificato AD.

La parte più complicata si rivela la crepacia terminale, praticamente un solco nel ghiaccio prima di iniziare la salita…molto aperto e che richiede una certa atleticità per superarlo, almeno al primo che porta oltre la corda.

La salita risulta si faticosa, ma non troppo difficile, su neve buona e bene scalinata e con una bellissima uscita….dopo aver individuato l’itinerario per la salita in vetta finale, la si raggiunge con un ultimo sforzo e dalla quale, anche grazie alla meravigliosa giornata che il meteo ci ha regalato, godiamo della vista di tutto il gruppo del Bianco, e di tutte le alpi.

L’intera escursione è durata circa 10 ore…e anche da questo si capisce come le tempistiche, con banali contrattempi o difficoltà, possono espandersi notevolmente.

Grazie a chi mi ha insegnato il poco che so e chi mi ha aiutato anche solo incitandomi, e alla soddifazione di esserci arrivato. Ora si tratta di mettere in pratica le nozioni apprese e di allenarsi su quel terreno. A presto!

Allenamento 03-09/06/13

Settimana di transizione dalla stagione, si chiudono i corsi e si parte con le nuove attività e allenamenti. In questo momento le mie energie e sforzi personali sono dedicate al corso di alpinismo (che per le mie capacità, se voglio non sfinirmi, devo prendere con il giusto rispetto e attenzione) e come contributore alla codifica e realizzazione pratica del metodo JungleWave, con cui abbiamo già iniziato una prima sessione di allenamenti estivi.

Lunedi: Ultima lezione del corso, partiamo un po’ prima facendo un bell’allenamento di prova di JungleWave, come piccola dimostrazione pratica. Muoversi a piedi nudi e interagire con l’ambiente e gli altri in tutte le maniere per cui siamo biologicamente disposti. Muoversi è una necessità, un bisogno primario, non è un’attività accessoria da fare qualche sera. Poi siamo andati in palestra dove ognuno ha contribuito a creare una piccola sessione di allenamento, sforzandosi di creare qualche esercizio e di contribuire a correggere i compagni.

Mercoledi: Primo allenamento di JungleWave a Borgomanero, organizzato con la Palestra Pesistica. La sessione dura circa un’ora e mezza, il luogo è il parco della Resistenza. Abbiamo a disposizione attrezzatura e un campo da tennis coperto, in caso di diluvio. La partecipazione per la prima lezione è davvero incoraggiante, sia per i tanti wavers sia per le persone che provano, sia per l’atmosfera di apprendimento e gioco che si crea. Camminare a piedi nudi, squat, lotta e lavoro a coppie finale. Poi scattano i movimenti alle sbarre, in maniera spontanea, mentre facciamo qualche discussione su quelli che saranno i prossimi appuntamenti. Io completo a casa con un giro di stacchi (75 kg 3×5), trazioni(3×7) e verticali(3 x 10 sec).

Giovedi:Opto per un’allenamento in solitaria solo tecnico di parkour, ma sono veramente stanco, come energie generali ma anche fisicamente: chissà come staranno i nuovi partecipanti di ieri! 🙂 In ogni caso provo qualche passaggio (dei running precision con un po’ di altezza, in definitiva), con molta calma ma dove è richiesta precisione e decisione. L’adrelina mi aiuta a svegliarmi, ma a fine serata sono comunque molto stanco.

Sabato: il giorno prima ho cercato di riposare e mangiare il più possibile, oggi sveglia alle 3 per partire alle 5 dal passo del sempione verso il Monte Leone, con il corso cai. Il centro del nostro viaggio sarà la scalata della parete nord (3200 metri circa), per raggiungere la cresta dell’anticima del Monte Leone (3400 circa). E’ stato un bello sforzo, circa 4 ore e mezza l’avvicinamento, poi la salita e la discesa dalla parete (davvero emozionante l’arrivo in vetta…) e poi un lungo (E forse un po’ noioso) ritorno su neve molle, per metà all’interno di una gran nebbia (grazie gps) e temporale. Io avrei usato di più le ciaspole, ma alla fine è andata bene cosi. Ritorno al passo del sempione per le 18, circa 13 ore di viaggio e 1400 metri di dislivello su neve. Il giorno dopo i polpacci urlano, credo sia dovuto all’utilizzo della punta durante la scalata.

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Sicuramente una bellissima esperienza, e sopratutto, essendo per me la prima volta sopra i 3000 metri,che scalo su neve/ghiaccio,che avvicino con i ramponi e la mia non esegerata esperienza su neve, posso ritenermi davvero soddisfatto su come essere allenato in altre cose ma in una maniera che si ritiene funzionale abbia funzionato!

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Questa settimana  , un po’ per caso un po’ per calendario,  vengono al pettine un po’ di nodi e si concludono un po’ di esperienze. Non è stato semplice, sopratutto tutto abbastanza faticoso mentalmente  e fisicamente. Ma sono contento, all fine la “funzionalità” del nostro allenamento serve anche a questo: mantenere alto l’impegno psicofisico e riuscire a non cedere anche ad alti livelli di fatica; a volte il break the jump è una metafora per concludere con successo degli impegni non scontati.

Lunedi pomeriggio e poi martedi mattinaho seguito per 3 ore 2 piccoli gruppi, un workshop ParkourWave presso lo spazio creativo Meltin’ Pop, in collaborazione con Associazione Samsara. Si è tenuto il primo skill lab per studenti di istituti professionali, un viaggio scolastico per acquisire nuove competenze. La cosa importante è che tra i laboratori, digitali, artigianali e creativi c’era anche il parkour, riconosciuto come esperienza formativa per gli studenti e come competenza extrascolastica.
foto di Giorgia Maioli

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Il lunedi è seguito il corso ParkourWave, penultimo appuntamento della stagione, questa volta tutto in outdoor. Io sono già stanco dalla domenica di scalata, in particolare l’arco plantare , tendine di achille e soleo. In ogni caso si tramuta in una bella lezione varia su quasi tutti i fondamentali, qualche piccola sfida anche con un po’ di altezza. Deve essere una piccola prova, per i partecipanti ma in qualche maniera anche per me, di quanto messo a punto durante l’anno, ma adattandosi all’ambiente esterno.

mercoledi: ultimo appuntamento al corso ParkourWave presso circo Clap: facciamo un bel riscaldamento fisico in esterna , seguito da 50 saut de chat in successione. Al termine proviamo e riproviamo la coreografia sistemando qualche particolare, integrando il tutto nella scena complessiva dello spettacolo, con la musica e i tempi giusti.

giovedi : riesco a incastrare 1 ora di acrobatica per provare la mia parte di spettacolo, in coppia con una ragazzina molto brava e preparata (molto più di me), giocando a sfidarci lei sui tessuti aerei e io con la struttura di tubi, con qualche passo di acrobalance.

venerdi : è il giorno del saggio del circo, ci troviamo tutti a giocare un po’ prima dello spettacolo e a fare una prova generale della scena, dall’inizio alla fine, per la prima volta. Il tutto mi ha insegnato un po’ di cose, che assolutamente non sono mai state nelle mie corde ma come tutte le sfide, ho trovato motivanti e sopratutto fonte di apprendimento (sia come istruttore, che come sceneggiatore , per le musiche, i tempi e la trama, sia come corsista di acrobatica dove seppur non ho mostrato molto si tratta di entrare bene nei tempi e nello spazio della partner in questione).

Finita la serata i commenti sono positivi, in generale sullo spettacolo e anche sull’atmosfera che si respirava. Sono molto contento e soddisfatto, come dicevo, un “break the jump” un po’ particolare. Spero di recuperare un po’ di materiale foto/video.

Sabato : per vari problemi organizzativi (miei) il raduno Springwave di Parkourwave, che doveva tenersi ad Arona (a casa mia insomma), si è tenuto a Dalmine. E’ stato un evento molto importante per noi e per tutti gli associati, ad oggi circa 150 persone. Serve per creare momenti di allenamento, confronto e condivisione tra persone che si allenano sotto gli stessi principi e la stessa maglia ma a kilometri di distanza. Importante, riuscire a farlo senza il compromesso della competizione personale.

Io ho seguito un gruppo dei principianti, molte ragazze (almeno rispetto gli standard), molta concentrazione e tanta voglia di sudare e divertirsi. Non puo’ mancare la mega challenge di gruppo finale e un lungo e rilassante streeching. A presto foto.

domenica uscita con il Cai, in valle dell’orco,Gran Paradiso,  la Yosemite italiana (cosi ho sentito dire 😉 ) Un paradiso di granito fessurato e quasi tutto non spittato , quindi da proteggere. Arrampicata libera abbastanza atletica…a noi tocca la via locatelli (fatta solo per metà) e poi un monotiro fantastico “incastromania“, una fessura di 30 metri con un andamento da orizzontale e a verticale. I gradi li trovo almeno una misura sotto i nostri, e sopratutto sulla via faccio una gran fatica. Ma è davvero una nuova esperienza, giocare e soffrire di incastro piedi e mani (braccia) per avanzare lungo una linea descritta dalle ere infinite del tempo nella roccia.

Settimana prossima iniziano i corsi di JUNGLEWAVE a Borgomanero presso la palestra “Pesistica ASD”, e poi in esterna. Tutti invitati!

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